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Redazione delle note
Le note devono essere indicate nel testo con numero ad esponente
o con numero fra parentesi.
Tutte le note vanno consegnate impaginate alla fine del testo: sarà
cura della Redazione inserirle a pié di pagina.
I riferimenti ai libri vanno indicati come segue:
Romano Bracalini, Cattaneo. Un Federalista per gli Italiani (Milano:
Mondadori, 1995), p.112
Il titolo è sempre in corsivo. Ove non ci fosse lindicazione
di editore si indichi: s.e.; ove manca il luogo di pubblicazione:
s.l.; ove manca lanno di pubblicazione:
s.d.
Per libri già citati in precedenza nellarticolo si
dirà:
Romano Bracalini, op.cit., p.112
Per libri citati in successione immediata si dirà:
Ibidem, p.112
I riferimenti agli articoli vanno indicati come segue:
Corrado Galimberti, "Una lingua, un Popolo", su Quaderni
Padani, n.1, Estate 1995, pp.24-25
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Piccolo
Dizionario Grammaticale
Abbreviazioni e sigle
Evitare le abbreviazioni. Ad esempio: Larticolo 3 della legge
(e non lart.3...); il senatore Rossi (e non il sen. Rossi),
eccetera (e non ecc. o etc.).
Si possono usare abbreviazioni come tv, dc (per democristiano e
non per Democrazia Cristiana), ndt, ndr.
Le sigle vanno scritte come nomi propri con liniziale maiuscola
e il resto minuscolo e non separato da punti. Ad esempio: Anas,
Anci.
Per chiarezza spiegare il significato, nel caso si usi una sigla
poco nota, la prima volta che compare nel testo.
Esempio: lAnci, lAssociazione nazionale dei comuni italiani.
A capo
Si usi l«a capo» con discernimento perchè
serve a indicare un periodo.
Analoghe considerazioni vanno fatte sullopportunità
di non abusare del salto di riga per dare risalto alla separazione
fra due argomenti trattati. In questi casi è più opportuno
utilizzare dei titolini.
Accenti
In italiano, laccento sulla e è grave solo su: è
e cioè.
In tutti gli altri casi ci vuole laccento acuto: poiché,
affinché eccetera.
Gli accenti diversi (circonflessi eccetera) e gli altri segni presenti
nelle lingue straniere o nelle lingue locali ("umlaut",
"tilde" eccetera), che non possono essere tracciati con
il programma di scrittura usato, andranno segnati a mano in rosso
sulla stampata.
Le "umlaut" (ü) possono essere sostituite dal dittongo
ue.
Alfabeti diversi
Le lettere di alfabeti diversi da quello latino (greco, cirillico
eccetera) vanno chiaramente tracciate in rosso sulla stampata. Ove
tali lettere non fossero reperibili nel programma di scrittura usato,
deve essere lasciato uno spazio ben identificato nel testo su dischetto
e il riferimento sulla stampata deve essere molto preciso.
Citazioni
Vanno riportate fra virgolette ("") e devono sempre cominciare
con la maiuscola. Esempio: Ha detto: "Verrò a trovarti".
Corsivo
Si impiega solo per:
1) le testate dei giornali e delle riviste;
2) i titoli di libri, film, quadri, lavori teatrali;
3) i nomi scientifici latini di animali e piante;
4) nelle note in parentesi seguite da ndr o ndt (che vanno invece
in tondo).
Il corsivo non si adopera per dare enfasi a una parola o a unespressione,
né per le parole di altre lingue, né per i nomi di
monumenti o navi. Ove nel programma di scrittura impiegato non esistesse
una specifica caratterizzazione del corsivo, si sottolinei la parola
indicando però sulla stampata che si intende proprio un corsivo.
Decenni
Si scrivono sempre in lettere con maiuscola iniziale. Esempio: gli
anni Sessanta.
"D" eufonica
Va usata solo nellincontro di due vocali uguali. Esempio:
Franco ed Enrico, ad Arona. Nellincontro di vocali diverse
si omette sempre. Esempio: A una a una, e io, a Este.
Grassetto
Viene impiegato per i titolini o per segnare frasi particolarmente
importanti. In caso di programmi di scrittura che non hanno il grassetto
si indichi con chiarezza in rosso sulla stampata dove deve essere
applicato.
Maiuscole
Paese e Repubblica, Stato, Parlamento, Senato, Provincia, Comune,
Chiesa, Costituzione, Dio eccetera si scrivono con la maiuscola
quando indicano la "personalità" e la "unicità"
dellente che designano; per intendere, insomma, che si stà
parlando del Parlamento (italiano e non di un qualsiasi paese),
del Comune (di Milano e non di un qualsiasi comune).
Nord, Sud, Est, Ovest si usano con la maiuscola quando indicano
realtà geopolitiche e con la minuscola quando indicano direzione.
Nelle denominazioni di enti o associazioni formate da più
di un nome, prende la maiuscola soltanto il primo. Esempio: Associazione
nazionale comuni italiani.
Per i ministeri, prende la maiuscola il primo dei termini che designa
il ministero stesso. Esempio: ministero dei Lavori pubblici, ministero
di Grazia e giustizia.
Si usa la maiuscola quando si parla di Terra, Sole e Luna intesi
come astri e la minuscola quando si indica lelemento fisico
conseguente.
Nei nomi geografici, va con liniziale maiuscola solo il vocabolo
che può stare da solo senza perdere significato. Esempio:
il fiume Po, il Fiume Azzurro, il lago di Garda, il Lago Maggiore.
Si usa la maiuscola dei nomi, titoli di opere e denominazioni straniere
così come appaiono nelloriginale. Esempio: Le Moniteur.
Nomi propri
Quando si parla di un personaggio è bene chiamarlo, per la
prima volta nel corso del testo, con nome e cognome per esteso (quindi:
Carlo Cattaneo e non C. Cattaneo). Poi, se lo si cita ancora, si
può usare solo il cognome.
Nomi stranieri
I nomi e le altre parole di lingue scritte in alfabeti diversi da
quello latino devono essere trascritti nel nostro alfabeto con criteri
sempre identici. Si usi sempre, se esiste, una grafia ormai consacrata.
Esempio: Gheddafi.
Per i nomi geografici si usi sempre, se esiste, la grafia italiana.
Esempio: Parigi e non Paris, Ragusa e non Dubrovnik.
Numeri
Di norma si scrivono in cifre. Esempio: 20 lire.
Si scrivono però in lettere:
1) i numeri da zero a dieci compreso (due chilometri);
2) cento, mille, mila, milione, miliardi (un milione di lire);
3) i numeri allinizio di un periodo (Ventisette secoli);
4) i numeri che hanno un valore aritmetico attenuato (la vita è
bella a ventanni).
Si scrivono sempre in cifre le indicazioni di data, orario e simili.
Esempio: il treno delle 6, il 13 gennaio.
Ordinali
Si scrivono in cifre o in lettere seguendo le regole dei numeri
e aggiungendo il segno tipografico ordinale. Esempio: il terzo palazzo,
il 23° giorno.
Ove il programma di scrittura non avesse il segno °, lo si indichi
con una lettera e lo si segni sulla stampata in rosso. Esempio:
23o per ventitreesimo.
Si scrivono sempre in numeri romani gli ordinali che sono parte
di un nome proprio o di un nome di un regnante. Esempio: la nave
Berta III, Carlo V.
Percentuali
Si scriva sempre il numero in cifre, seguito dallespressione
"per cento" in lettere. Esempio: 2 per cento.
Il segno % si usa nei grafici e nelle tabelle e non nei testi.
Plurale di nomi stranieri
Non prendono il plurale e restano invariati i nomi di origine straniera
entrati nelluso corrente. Esempio: quattro tunnel, tre cognac.
Restano nella forma plurale solo quelli entrati nelluso corrente
al plurale. Esempio: i peones di Montecitorio.
Prendono invece il plurale i nomi stranieri non entrati nelluso
italiano e impiegati tra virgolette.
Punteggiatura
Davanti ai segni di punteggiatura non si deve mai mettere lo spazio
bianco che è invece obbligatorio subito dopo.
Il non rispetto di questa regola provoca seri problemi nellimpaginatura
elettronica dei testi.
Non si usa la virgola davanti a "eccetera".
Secoli
Si scrivono, ove possibile, in lettere e con maiuscola. Esempio:
il Trecento, il Duemila.
Negli altri casi si usa il numero romano.
Esempio: nel IX secolo.
"Avanti Cristo" e "dopo Cristo" si abbreviano
in "aC" e "dC".
Secolo può essere abbreviato in "sec." solo nelle
note.
Sottolineature
Ove non fosse presente nel programma il segno di sottolineatura,
si indichino sulla stampata in rosso le parole da sottolineare.
Dove si usi normalmente la sottolineatura come segno grafico per
indicare il corsivo e si intenda invece effettivamente sottolineare
nella stampa del testo una parola, lo si segni con particolare cura
sulla stampata.
Titoli
Gli autori devono indicare titoli e sottotitoli dei loro interventi.
Essi possono essere modificati per esigenze redazionali.
Titolini
Gli interventi di particolare lunghezza vanno suddivisi in capitoli
contrassegnati da un titolino che andrà stampato in grassetto.
Si consiglia di usare titolini anche per indicare il trattamento
di specifici argomenti allinterno del testo.
Virgolette
Le virgolette ("") si usano solo per i seguenti casi:
1) per il discorso diretto e quando si riportano frasi e parole
testuali o citazioni;
2) quando si riportano parole di lingue straniere o locali non entrate
nelluso corrente;
3) quando si vuole dare particolare enfasi a una parola o mettere
in rilievo che viene usata con un senso diverso da quello usuale
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